Riutilizzare la plastica o lasciarla come spazzatura negli oceani?

Al World Economic Forum di Davos la fondazione Ellen MacArthur affronta un problema globale a cui Werner & Mertz ha già dato una risposta concreta con la “Recyclate Initiative”, l’attività di riciclo del PET che l’azienda ha implementato ormai diversi anni fa.

Ellen MacArthur ha presentato uno studio con cui dichiara che entro il 2050 la quantità di plastica degli oceani quadruplicherà: ci sarà più plastica che pesci.

Reinhard Schneider, CEO di Werner & Mertz, approfittando di questa sconvolgente pubblicazione, ha voluto ancora una volta attirare l’attenzione della politica tedesca su un modello di riutilizzo di alta qualità dei materiali che oggi è tecnicamente possibile e che è stato riconosciuto anche dall’ Ecodesign Award tedesco. La “Recyclate Initiative” di Werner & Mertz è un progetto che l’azienda sta portando avanti con gli sforzi congiunti di partner appartenenti a diversi settori: industrie alimentari, fornitori di tecnologia e associazioni no-profit come la NABU tedesca.

“Noi facciamo un puro riciclo della plastica senza uso di sostanze petrolifere per la produzione del nostro packaging” ha spiegato Schneider che ha lanciato l’iniziativa nel 2012. “Invece di utilizzare il petrolio, produciamo con materiali riutilizzabili derivanti da risorse non ancora sfruttate che generano un packaging di così alta qualità da poter essere utilizzato anche nel settore alimentare”.

“Approssimativamente l’80% della plastica degli oceani deriva dalle discariche sparse nel mondo. I venti e le piogge spingono la plastica nei mari. Questa viene solitamente bruciata sia in Germania che in altri paesi europei: ciò non solo produce 3 grammi di CO2 per ogni grammo di PET, ma distrugge un materiale che potrebbe essere riciclato più e più volte. Oggi noi utilizziamo una nuova tecnologia di smistamento che facilita l’estrazione di PET ultra puro anche dalla raccolta differenziata più sporca. Il risultato è un riciclato così trasparente che soddisfa i più rigidi requisiti per l’industria alimentare della U.S. Food and Drug Administration (FDA). La conseguenza positiva di ciò è la creazione di un ciclo chiuso che non genera ulteriori rifiuti".

La domanda a cui rispondere ora riguarda l’aspetto economico: questo materiale riciclato ha un costo competitivo rispetto alla plastica tradizionale? La risposta è positiva, tanto che oggi alcune industrie produttrici di packaging stanno valutando l’opportunità di diventare dei pionieri nel settore del riciclo. Purtroppo però, il basso prezzo del petrolio sta spingendo molti produttori a rimanere legati al modello di produzione lineare “produrre-utilizzare-gettare” invece di adottare un approccio circolare che segua i principi di Cradle to Cradle®. In una fase cruciale come questa, creare un sistema che incentivi l’utilizzo di prodotti riciclati – come proposto nella bozza della nuova legislazione – è un passo fondamentale per diffondere questa innovazione. Solo un sostegno economico che aumenti l’attrattività del PET riciclato può portare nel medio termine a quello che è avvenuto in passato con l’alluminio: oggi è difficile trovare alluminio nelle discariche perché il mondo ha capito che riciclare le lattine paga e la gente ha imparato a farlo. Sconfiggere il drammatico problema dell’inquinamento degli oceani può essere fattibile anche in tempi ragionevoli se tutti gli attori coinvolti troveranno un vantaggio economico nel cambiare il proprio modello produttivo implementando nuovi innovativi processi che saranno finalmente corretti anche sotto il profilo ambientale.

Oggi più di tre milioni di bottiglie di Werner & Mertz sono fatte di PET riciclato. Anche il HDPE, usato per i prodotti professionali, verrà gradualmente convertito a HDPE riciclato. A novembre 2015 l’azienda ha ricevuto il Cradle-to-Cradle® Innovator Award per il suo ruolo di pioniere nella produzione seguendo i principi dell’economia circolare.